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La nostra ricerca si è posta l’obiettivo di individuare una chiave interpretativa rispetto alla struttura di motivazioni e resistenze sottostante ai comportamenti di raccolta e conferimento dei rifiuti messi in atto dal cittadino, in particolare relativamente alla raccolta differenziata. Le emergenze ricavate rappresentano a nostro avviso uno stimolo importante per gli attori coinvolti nella catena del rifiuto (produzione, raccolta, riciclaggio e smaltimento) e proprio la loro presentazione ad alcune amministrazioni ed aziende specializzate in servizi ambientali urbani ha riscosso grande interesse, data anche l’abitudine degli “addetti ai lavori” a considerare la raccolta differenziata più dal punto di vista tecnico che non per gli aspetti psicologici sottostanti al comportamento dei cittadini. Operativamente nella prima decade di settembre 2008 sono state condotte da tre psicologi 102 interviste qualitative approfondite a cittadini residenti nelle province di Milano e di Lodi. Nella scelta del campione si è cercato di tener conto di diverse variabili, tra cui dimensione del Comune (piccolo o medio) e percentuale di raccolta differenziata (superiore al 65% o inferiore al 45%). l’intervista in profondità puntava ad individuare l’atteggiamento, le motivazioni e le resistenze dei soggetti, per poter giungere ad un’ipotesi di segmentazione degli stessi. Un questionario di approfondimento mirava inoltre a raccogliere il percepito in relazione alle finalità, alle difficoltà ed ai comportamenti messi in atto dai cittadini ed a valutare il grado d’accordo con alcune iniziative potenzialmente attuabili dai singoli Comuni per promuovere ed incrementare la raccolta differenziata. Dall’analisi del materiale raccolto è stato possibile individuare 3 tipologie di intervistati: gli implicati, i ligi al dovere e gli approssimativi: il vissuto della raccolta differenziata, le motivazioni alla base ed i freni all’effettuazione della stessa sembrano infatti presentare delle tipicità in funzione delle specifiche tipologie. Salvo che per gli implicati, il percepito attuale della raccolta differenziata consiste per la maggior parte degli intervistati in un obbligo imposto dall’Amministrazione locale, di cui non sono però chiari i vantaggi ed i risultati “a valle”. Di fondamentale importanza risulta pertanto colmare questo grande interrogativo relativo al “post-raccolta”, soprattutto considerando che solo una piccola minoranza del campione è riuscita ad individuare come fine della raccolta differenziata la pratica del riciclaggio. Appare pertanto necessario esplicitare la relazione tra raccolta differenziata e riciclaggio, impegno che sembra non poter prescindere dalla partecipazione delle Imprese. In sintesi potremmo dire che, se la raccolta di rifiuti è un servizio svolto dall’amministrazione e retribuito dai cittadini, la raccolta differenziata è un servizio (non retribuito) svolto dai cittadini per facilitare un processo a valle... Da qui la necessità, per migliorare la raccolta differenziata, di un approccio di marketing e di adottare adeguati strumenti d’ascolto, di comunicazione e di coinvolgimento dei vari target di popolazione e di tutti gli attori coinvolti nel processo. |